Con le grossa foglia di «petasites hybridus», più conosciuto volgarmente come farfaraccio, ci si può fare un berretto provvisorio per ripararsi dal sole. La canna palustre? I nonni la riempivano di zucchero e ce lo lasciavano per circa tre giorni in modo che fermentasse: ne usciva un ottimo medicinale per curare la pertosse. Sono alcune delle chicche che l’esperto di botanica Natalino Trincheri, 62 anni, di Dolcedo, profondo conoscitore dei segreti della natura, ha regalato a coloro che quest’anno hanno partecipato - e sono sempre più numerosi - alle passeggiate botaniche,

 

l’ultima frontiera del turismo in provincia. Dopo i sentieri a uso dei bikers, il trekking, le passeggiate con tappe nei luoghi religiosi, la ricerca e la scoperta della flora locale sta entusiasmando tanti visitatori, soprattutto stranieri. La geografia delle passeggiate nel verde si sta diffondendo ed estendendo. Quest’anno si sono macinati chilometri e chilometri percorrendo i tracciati tra Valloria e Bellissimi (sei chilometri circa), dove alla fine si è assistito al lancio di una mongolfiera, tra Santa Brigida e il Monte Faudo, passando per il casone dei partigiani (nove chilometri). Altre mete sono il Monte Follia, la Madonna di Lampedusa a Castellaro, la zona intorno a Pompeiana che impegna i drappelli di camminatori per tutto un giorno.  

Durante le passeggiate Trincheri si ferma per far notare specie particolari di fiori e vegetali. «Spesso faccio riferimento - svela - al libro di Mauro Corona”Le voci del bosco”: lui attribuisce caratteri umani alle varie piante e in questo, devo dire, mi trova d’accordo».  

 Le passeggiate botaniche nuova frontiera del turismo 2

Durante i percorsi, Trincheri racconta piccoli retroscena della sua vita, sempre legati alla sua passione per la flora. E così ricorda di quando era ragazzino e con gli amici trasformava il sambuco in uno schioppetto usando i polloni come proiettili o mostra al suo sempre attento pubblico come realizzare una barchetta di legno con le bacche di ginepro. Tutti si mostrano estremamente coinvolti e partecipi e soprattutto i ragazzini sono affascinati da quello che Natalino snocciola. Li incanta poi quando, soffiando su una foglia, riproduce il verso della civetta o mentre, con una canna, costruisce uno zufolo servendosi di un taglierino.  

Le passeggiate sono gratuite. Spesso la moglie di Natalino, Pierangela Fierro, che per anni ha gestito una erboristeria a Oneglia, offre tisane a base di menta acquatica: una delizia. Per avere notizie sulle iniziative e formare dei gruppi per nuove avventure botaniche è sufficiente scrivere all’indirizzo mail «Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.».

maurizio vezzaro

http://www.lastampa.it/2017/09/06/edizioni/imperia/le-passeggiate-botaniche-nuova-frontiera-del-turismo-u3EmTAXyf0kXHrnXWtHC8L/pagina.html


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