Orsi confidenti o problematici colpiti, con proiettili di gomma, sassi e, addirittura, mattoni, da chi li dovrebbe proteggere, mentre i cittadini abruzzesi protestano. «Gli orsi marsicani sono maltrattati in Abruzzo, come molti cittadini denunciano e come articoli di stampa riportano. Non solo: non sembra che i sistemi di dissuasione per i cosiddetti orsi confidenti, cioè che si avvicinano troppo ai centri abitati e all'uomo, siano affatto efficaci»:

 

lo denuncia la senatrice del MoVimento 5 Stelle Paola Nugnes, componente delle Commissioni Ambiente e della Bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

Gli orsi confidenti sono quegli esemplari che, nel frequentare i centri abitati alla ricerca di fonti alimentari, in particolare pollai o frutteti, non fuggono alla vista dell'uomo.

Per distogliere questi esemplari dalle loro abitudini è stato redatto un "protocollo operativo" che prevede una serie di azioni di "dissuasione" che vanno dalla postura intimidatoria assunta dall'operatore, al lancio di sassi, petardi e, in ultimo, proiettili di gomma sparati da un apposito fucile; tale protocollo è mutuato da esperienze condotte su popolazioni nord americane (orso nero e grizzly) con decine di migliaia di esemplari, responsabili negli ultimi 10 anni di ben 28 vittime a seguito di aggressioni all'uomo.

Secondo i 5 Stelle, dunque, il protocollo sarebbe «inidoneo, sovradimensionato e pericoloso» per la ridottissima e mansueta popolazione di orso bruno marsicano.

«Vogliamo sapere - chiede la senatrice in un'interrogazione parlamentare presentata al ministro dell'Ambiente e firmata anche dal collega vastese Gianluca Castaldi - se non sarebbe utile ristabilire, con le dovute modifiche suggerite dall'esperienza, alcune buone pratiche avviate negli anni '90 dal Parco stesso, quando si organizzavano campagne di piantumazione di essenze fruttifere, alberi e arbusti, prevedendo la creazione di una fascia trofica a debita distanza dai paesi così da consentire una alternativa agli orsi socialmente più deboli che li frequentano. Inoltre se non sia arrivato il momento di mettere in campo azioni di sensibilizzazione e informazione e se non occorra modificare il codice penale e civile per assicurare la tutela degli animali».

«Nel nostro Paese la tutela degli animali è di fatto inattuata - denuncia la senatrice - sia in ragione della esiguità delle pene previste per i reati in danno degli animali, sia in ragione dell'inesistenza di qualsivoglia forma di controllo da parte delle forze dell'ordine».

«Ci sembra che il protocollo operativo adottato per gli orsi confidenti o problematici sia in contrasto con la normativa che disciplina il reato di maltrattamento animali, mancando tra l'altro lo stato di necessità previsto dalla norma, cioè la necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un grave danno alla persona, prefigurando in tal modo un'ipotesi di reato».

«Per tutto questo vogliamo che i ministri intervengano. Anche riformulando le strategie di conservazione, in particolare per l'orso marsicano, specie endemica italiana», conclude la senatrice Nugnes.

L’ORSO CON UN LACCIO AL COLLO

Solo pochi giorni fa nel territorio del Comune di Campoli Appennino è stata ritrovata una femmina di orso con un laccio al collo. L'orsa è stata liberata dal laccio, curata e rilasciata.

Quasi un anno fa era stata segnalata al personale del Parco la presenza di un individuo di orso che presentava attorno al collo un cavo d'acciaio. L'individuo era stato filmato dall'Associazione Salviamo l'Orso nell'ambito della collaborazione con Regione Lazio, durante il monitoraggio della popolazione nelle aree esterne al Parco. A seguito della segnalazione, il personale del Parco effettuò molti  tentativi di avvistamento e  cattura che non diedero il risultato sperato di liberare l'orso dal cavo d'acciaio.

Le attività di monitoraggio sono poi riprese in primavera attraverso  l'uso di videotrappole. L'individuo è stato finalmente avvistato durante le attività di conta delle femmine con piccoli alla fine di agosto dai Carabinieri Forestali del reparto di Picinisco e questo ha permesso di intensificare e circoscrivere l'attività di monitoraggio nel corso della quale l'orso è stato nuovamente avvistato e filmato più volte.  

Sono stati immediatamente allestiti diversi siti di cattura e venerdì  23 settembre si è avuta la certezza che uno di questi era stato frequentato dall'orso con il laccio. La squadra di cattura del Parco,  composta dal veterinario, dai tecnici del servizio Scientifico e dalle Guardie del servizio di Sorveglianza, si è immediatamente attivata per la cattura, le cui operazioni si sono protratte per 6 giorni consecutivi.  


L’orso presentava una corda d'acciaio, tipicamente usata dai bracconieri, e un'ampia ferita al collo causata dal laccio che, legato a cappio, aveva iniziato a incidere i tessuti sottostanti. Il Veterinario del Parco ha provveduto a liberare l'orsa dal laccio, a curare la ferita e a somministrare i farmaci necessari. Le operazioni di cattura si sono svolte senza alcun problema per l'animale. Si tratta di una femmina di orso, di oltre 10 anni e del peso di circa 80 Kg.

Il quadro rilevato dal veterinario  e il trattamento effettuato (rimozione laccio, pulizia e disinfezione locale e terapia generale), hanno permesso l'emissione di una prognosi favorevole, risolvibile in 2-3 settimane, e quindi l'animale è stato rilasciato sul posto della cattura, con intensificazione del monitoraggio foto-video per valutare l'evoluzione.

http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/574392/gli-orsi-confidenti-sono-maltrattati-in-abruzzo.html


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