Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, ad oltre 900 metri di altitudine, si trova il comune di Alfedena. E’ in provincia de L’Aquila ma si situa propria al confine con la provincia laziale di Frosinone e quella molisana di Isernia. Si trova ai piedi dei massicci del Monte Greco e della Meta, la cui vetta arriva a toccare quota 2242 metri.

Durante la bella stagione, dunque, è un punto di partenza ideale per andare alla scoperta della zona e della sua meravigliosa natura fatta di boschi, laghi, torrenti e spianate verdi. Vengono infatti organizzate numerose escursioni tra i torrenti tumultuosi verso il lago della Montagna Spaccata, tra le conifere intatte e selvagge e le meravigliose cime del Monte Meta, spesso imbiancate di neve anche d’estate e contornate dai sentieri di Pianoro Campitelli.

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ALFEDENA: COSA FARE Tra le escursioni guidate a piedi le più belle sono quelle al Monte Meta, alla sorgente di Tartari, alle sorgenti del Rio Torto e alla Fonte Spalluccia, tutte in quota. Il Lago della Montagna Sapccata è uno dei laghi più suggestivi del territorio: è circondato da un impenetrabile sistema di verde e sulla sua spiaggia è possibile rilassarsi o dedicarsi alla pesca alla trota. Ma anche in città si possono trovare diverse attrazioni da non perdere. Come la Torre ottagonale del Castello, testimonianza della storia medievale di Alfedena. Risale al XII secolo e domina l’intero centro storico: vi si accede tramite una scalinata e di notte è illuminata in modo particolarmente suggestivo. La porta di Alfedena si colloca sul limite della Piazza Umberto I: oltrepassandola si arriva alla Piazza Sannitica e alla parte antiche del paese. La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, del 1200, si presenta con la sua facciata di ispirazione romanica. A causa della guerra è stata restaurata diverse volte ed oggi si presenta con l’interno arricchito da grandi mosaici opera di Fausto Conti, datati alla seconda metà degli Anni Cinquanta del Novecento.

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Gli amanti di storia ed archeologia possono appassionarsi alla necropoli di Campo Consolino, dove sono state rinvenute circa 1500 sepolture. Dopo quella di Bazzano a L’Aquila è la più estesa necropoli scavata in Abruzzo e rappresenta, assieme a quella di Opi e Villetta Barrea, uno dei nuclei principali del popolo dei Pentri, una delle quattro tribù che costituivano il popolo dei Sanniti. Tra i materiali recuperati figurano i cinturini in lamina di bronzo di tipo sannitico, i dischi corazza con raffigurato un animale mitologico al centro e le lunghe catene ornamentali caratteristiche dell’abbigliamento femminili. La necropoli di Campo Consolino, con tombe risalenti alla fine del VII e all’inizio del II sec. a.C., ha fornito dunque elementi fondamentali per la conoscenza della civiltà sannita dal IV sec.a.C. alla conquista romana.

Alfedena area archeologica

Lo sai che ad Alfedena è stata scoperta una tra le più importanti necropoli italiche?
L’antica città sannita di Aufidena nacque nel VII secolo AC e resistette fino alle invasioni barbariche.
Nei pressi del centro urbano dell’odierna Alfedena, in località “Campo Consolino”, nel 1882 si rinvenne una necropoli italica unica per la sua imponenza ed importanza, con tombe ad inumazione databili dal VII al III sec. A.C. Ne sono state stimate circa 15.000 ed esplorate circa 3.000. Sono tutte rivestite di lastroni in pietra senza fondo e spesso dotate di un ripostiglio.
Il Museo Archeologico A. De Nino Alfedena conserva i reperti più significativi della necropoli.

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Alla fine dell’800 ebbero inizi le ricerche archeologiche nella necropoli di Campo Consolino ad Alfedena che, riprese intorno al 1970, portarono il rinvenimento di circa 1500 sepolture (fig.129). La necropoli di Alfedena, dopo quella di Bazzano a L’Aquila, è la piu estesamente scavata in Abruzzo. Purtroppo i corredi funebri, conservati nel museo civico locale, furono portati in Germania come bottino bellico durante la ritirata tedesca del 1943. Non essendo i reperti siglati e distinti per corredo vennero quindi irrimediabilmente perdute le associazioni di contesto.

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La necropoli di Alfedena, una delle principali del popolo dei Pentri, rappresenta insieme a quella di Opi, Villetta Barrea, il nucleo principale di informazioni disponibili per facies culturale dell’alto Sangro. E’ stata in uso sin dalla prima età del Ferro con sepolture a tumulo per continuare con tombe a fossa foderate e coperte con lastroni di pietra di età orientalizzante e arcaica (fig.130). I corredi piu recenti sembrano attribuibili al V-VI sec. a.C., mancando apparentemente la fase ellenistica. Tra i materiali archeologici recuperati si segnalano i cinturoni in lamina di bronzo di tipo sannitico (fig.131), i dischi-corazza con animale mitologico al centro (fig.132) e le lunghe catene ornamentali caratteristiche dell’abbigliamento femminile, denominate chatelain (fig 133). La necropoli di Alfedena, posta sul terrazzo fluviale alla confluenza tra il Sangro e il Rio Torto, va riferita al sovrastante abitato fortificato del Curino: esso, posto a quota 1174 m., racchiude una vasta superficie comprendente due acropoli distinte, sulle quali sono state identificati, oltre ai resti murari delle fortificazioni, alcuni edifici.

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https://www.yesabruzzo.com/cosa-vedere/necropoli-alfedena

http://www.lastampa.it/2017/08/08/societa/montagna/regioni/alpi-e-non-solo/abruzzo-escursioni-e-archeologia-ad-alfedena-7v4wPBVSzHEyZB1pfICPyM/pagina.html


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