Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è compreso per la maggior parte in provincia di L'Aquila in Abruzzo e per il rimanente in quella di Frosinone nel Lazio ed in quella di Isernia nel Molise. Fu inaugurato a Pescasseroli nel 1922, mentre l'Ente omonimo era stato già costituito nel 1921.

 

È il più antico parco d'Italia noto a livello internazionale per il ruolo avuto nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti, quali il lupo, il camoscio d'Abruzzo e l'orso bruno marsicano, nonché per le prime e numerose iniziative per la modernizzazione e la diffusione localizzata dell'ambientalismo.

È ricoperto da boschi di faggio (Fagus syIvatica) per circa due terzi della sua superficie e si estende prevalentemente in territorio montano e pastorale. Le montagne del Parco, di altezza compresa tra 900 e 2000 metri sul livello del mare, presentano un paesaggio vario ed interessante in cui si alternano vette tondeggianti, tipiche dell'Appennino, a pendii dirupati dal tipico aspetto alpino. La zona centrale è percorsa dal fiume Sangro, al quale affluiscono vari torrenti; nella zona più esterna defluiscono, invece, le acque del fiume Giovenco, del Melfa, del Volturno e di altri fiumi.
Il Parco comprende anche due bacini lacustri: il lago artificiale di Barrea, alimentato dal fiume Sangro, ed il lago Vivo di origine naturale. I grandi mammiferi sono stati il motivo principale dell'istituzione del Parco Nazionale d'Abruzzo, spesso dei veri e propri endemismi. Numerosi sono i centri visita dislocati sul territorio del Parco, tra cui il Centro Lupo di Civitella Alfedena dedicato al lupo e ai suoi rapporti con l'uomo dove è possibile osservare un branco di lupi; il Centro Orso di Villavallelonga dedicato all'Orso bruno marsicano con un sentiero che conduce ad osservare esemplari di orso in semilibertà; il Centro Rapaci di Barrea dove è possibile osservare i rapaci. Sull'intero territorio del Parco è possibile fare escursioni organizzate con il parco, a cavallo, trekking, cicloturismo, canoa, birdwatching, sci di fondo e sci alpino negli impianti sciistici di Pescasseroli e Scanno.

Animali e piante. Il Parco ospita una grande varietà di animali che un tempo occupavano un areale assai più esteso nell'Appennino: 60 specie di mammiferi, 300 di uccelli, 40 di rettili, anfibi e pesci, e moltissime specie di insetti. Vi crescono circa 2.000 specie di piante superiori senza considerare i muschi, i licheni, le alghe ed i funghi. Tra le peculiarità floristiche, spiccano il giaggiolo (Iris marsica) un endemismo del parco, che cresce solo in alcune località, e molte orchidee, delle quali la più grande e rara è la scarpetta di Venere o pianella della Madonna (Cypripedium calceolus), che fiorisce negli angoli più nascosti.

Boschi vetusti
Nelle aree montane non è raro riscontrare la presenza di lembi di bosco la cui fisionomia e struttura si sono evolute per lunghi periodi avendo il tempo di raggiungere stadi di sviluppo vegetazionale e strutturale più avanzati rispetto a quelli che caratterizzano la maggior parte dei boschi italiani, in cui tali processi sono stati interrotti dall'azione antropica (o più raramente da fattori naturali). Questi tendono ad acquisire qualche caratteristica tipica dei soprassuoli definiti a livello internazionale old growth forests (boschi vetusti).

Nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise i boschi vetusti sono localizzate in Val Fondillo, Cacciagrande, Vallone Iancino, Val Cervara, Prati di Iorio e ai piedi del Monte Marsicano.Le faggete vetuste di Coppo del Morto e della Val Cervara rappresentano un patrimonio naturalistico di importanza enorme poichè costituiscono habitat eccezionali per molte specie animali rare come la Rosalia alpina e il barbastello, un piccolo pipistrello fitofilo estremamente raro. Si tratta complessivamente di alcune decine di ettari di superficie in cui sono presenti piante di oltre 500 anni di etelencate fra gli alberi monumentali italiani.

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http://www.italianbotanicalheritage.com/it/scheda.php?struttura=942

l Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise vanta il primato della prima area protetta in Italia insieme al Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Grazie all'impervia e selvaggia natura, il secolare isolamento e la grande varietà di “habitat”, si sono conservate specie animali e vegetali altrove ormai estinte.

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Il primo ambizioso progetto di creazione di un'area protetta fu proposto nel 1914, ma l'iniziativa fallì per la vastità dell'area proposta (173.000 ettari) e i conseguenti altissimi costi.

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Con lo scoppio della 1ª Guerra Mondiale l'idea venne accantonata con gravi conseguenze per la fauna ormai decimata dal bracconaggio e dagli insediamenti selvaggi. Finita la guerra, uomini di cultura, naturalisti e associazioni ambientaliste ripresero il tentativo di istituire un Parco in questo territorio miracolosamente intatto.

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Il 15 novembre 1921, Erminio Sipari e la Federazione Pro Montibus presero in affitto la Val Fondillo e la Costa della Camosciara dal comune di Opi dando origine alla gestione protetta dell'embrione del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

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Negli anni a seguire si istituì l'Amministrazione del Parco con l'acquisizione di nuovi territori che altri comuni concessero in gestione.
Questa è la sintesi della nascita di un Parco che si è dovuto difendere da ogni tipo di attacchi come la politica edilizia indiscriminata e spesso abusiva, oppure far passare l'idea di sviluppo turistico con gli impianti sciistici. Fortunatamente è prevalso il modello di Parco che aspira ad una economia fatta di un turismo rispettoso delle pecularietà uniche che caratterizzano le montagne abruzzesi.

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Grazie alla lungimiranza di tanti visionari che si sono stretti intorno agli amministratori e al personale di sorveglianza, il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è diventato il simbolo delle lotte ambientaliste e protezionistiche e il Parco di riferimento per progetti di protezione delle aeree naturalistiche non solo per l'Abruzzo, ma anche per l'Italia intera.
Uno sviluppo sostenibile è il segreto del grande successo di questo territorio dove, insieme a una delle aree naturali più importanti d'Europa, convivono attività agricole e pastorali con produzioni tipiche di altissima qualità e un turismo tranquillo e rispettoso.

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Percorrendo i sentieri è facile imbattersi nei camosci, cervi, caprioli o avvistare un'aquila reale, il lupo appenninico, l'orso marsicano, la lince, il gatto selvatico; numerose sono le specie vegetali endemiche come l'Iris marsicano, la Scarpetta di Venere e il Pino Nero di Villetta Barrea. Gli habitat sono vari e vanno dalle steppe di alta quota ai folti boschi di faggi e aceri, dalle zone umide dei laghi ai torrenti che solcano le profonde valli.

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Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, recentemente, è stato diviso in un sistema di quattro zone per rendere compatibile la necessità di conservare in modo assoluto la naturalità dei luoghi più remoti e selvaggi con quella di consentire uno sviluppo economico compatibile per le popolazioni autoctone.

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Purtroppo il più bel Parco Nazionale d'Europa è continuamente preso di mira dall'ottusità delle speculazioni che minano la possibilità di alcune specie di sopravvivere, emblematico è la situazione dell'Orso Bruno Marsicano che è sempre sull'orlo dell'estinzione per colpa del bracconaggio o dell'eccessiva antropizzazione.

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Studio fotografico Paradisi, vico Primo Torre 28 Pratola Peligna (AQ). Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

https://www.tripsinitaly.it/home/aree-protette/parco-nazionale-d-abruzzo-lazio-e-molise/


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