Terrazze sul mare d'Abruzzo

Una costa per tutti i gusti e le esigenze. Così si presenta il litorale abruzzese: arenili incorniciati da pinete e scogliere, calette e solitarie spiagge di ciottoli, lidi animati e festosi. Ma nell’autenticità dei borghi che sanno accogliere, ricordano e raccontano, l’Abruzzo offre qualcosa di più. Qualche assaggio di alcuni dei piccoli scrigni affacciati su questo mare? Tortoreto, con Giulianova, è una delle perle della “costa giardino”, con ampie spiagge sabbiose e lidi, ideali per le famiglie. Tortoreto Alto custodisce ricche testimonianze rinascimentali. Da visitare il centro storico: torri, archi e ruette, le mura del borgo medievale, la Torre dell’Orologio.

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Le miniere della Majella, un mondo da ri-scoprire

In occasione dell’Earth Day 2017, giunta alla sua 47esima edizione, il Parco Nazionale della Majella organizza “Le miniere della Majella, un mondo da ri-scoprire”, un vero e proprio viaggio al centro della Terra. L’attività prevista per quest’anno, infatti, prevede una visita guidata all’interno del complesso delle miniere di bitume presenti nell’area di Roccamorice e Lettomanoppello, accompagnati dal geologo del Parco e dal GRAIM (Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale della Majella). Si tratta di un appuntamento che va a ricollegarsi, in un certo senso, al convegno organizzato sempre dal Parco in occasione della Giornata Internazionale della Donna dove il tema centrale è stato proprio il lavoro delle donne all’interno delle miniere.

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L'Abruzzo di Ladyhawke

C'è un film che ho visto tantissime volte, non so neppure io quante... ma vi posso assicurare che lo so quasi tutto a memoria: è Ladyhawke.  Il film è datato anni '80, ma io non mi stanco mai di vederlo... sarà che mi piace il genere fantasy e che adoro molti dei luoghi raccontati. 

Già perché in questo film le location rappresentano davvero il valore aggiunto per raccontare e rendere più coinvolgente la storia tragica di Etienne Navarre e Isabeau d'Anjou.

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UN LUOGO D’INCONTRO IMMERSO NELLA NATURA

Il toponimo Trisulti trae origine dalla tradizione che prevede in quella zona un castello così denominato; nel 1300 l’edificio fu smantellato e adeguato al suolo dato che i suoi abitanti infestavano con assassini e con molte altre insolenze i passeggeri. Il castello dei Colonna in origine si chiamava “Trisalto” dalle voci latine a tribus saltibus probabilmente perché sorgeva su una delle cime di tre alture boscose oppure perché sorvegliava i tre valichi boscosi che immettevano nella provincia di Campagna, nell’Abruzzo e nel Regno di Napoli.

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