A DIRLO E' IL REPORT ISTAT 'PRODUZIONE E LETTURA IN ITALIA''; REGIONE SOTTO LA MEDIA NAZIONALE E IN BASSA CLASSIFICA, AUMENTA PERO' NUMERO TITOLI
di Filippo Tronca
PESCARA - La terra d’Abruzzo ha dato i natali a giganti della letteratura e della filosofia come Ennio Flaiano, Ignazio Silone, Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce e Bertrando Spaventa.

Eppure, è assai probabile che buona parte significativa degli abruzzesi non abbia mai neanche aperto e sfogliato un libro di tali emeriti sconosciuti.

Un triste sospetto, che sembra trovare conferma dal report “Produzione e lettura di libri in Italia 2016” realizzato dall’Istat.

Da tale rapporto emerge, infatti, che l’Abruzzo è nella bassa classifica delle persone da 6 anni in su che hanno letto almeno un libro in un anno per motivi non strettamente scolastici o professionali.

Quelli fermi a un solo libro in 12 mesi costituiscono, infatti, solo il 34,5 per cento dei residenti, e l’Abruzzo si piazza al 16° posto in classifica sulle 21 regioni, sotto la media italiana che è del 40,5 per cento.

Un dato che deve far riflettere, perché significa che quasi due terzi degli abruzzesi, il 65,5 per cento, non ha letto nemmeno un libro nel 2017.

In cima alla classifica si trovano la Provincia autonoma di Trento (54,8 per cento), il Friuli Venezia Giulia (54,3 per cento), la Provincia autonoma di Bolzano (51,9 per cento) e Val d’Aosta, (51,1 per cento).

Fanalini di coda sono, invece, Puglia (27,2 per cento), Campania (26,3 per cento), Sicilia (25,8 per cento) e Calabria (25,1 per cento).

La cosa preoccupante è che anche in Abruzzo, come in tutto il Paese, continua la flessione del numero di lettori di libri.

Nel 2010 i lettori erano in media nazionale il 46,8 per cento della popolazione, poi si è verificata una diminuzione continua fino al 40,5 per cento del 2016.

La flessione ha interessato in modo particolare i più giovani, tra i 15 e 19 anni e tra i 20 e i 24 anni diminuiti dal 2015 rispettivamente dal 53,9 per cento al 47,1 per cento e dal 48,9 per cento al 44,7 per cento.

In generale, le lettrici sono in maggioranza donne, il 47,1 per cento, rispetto al 33,5 per cento degli uomini. Motivo di speranza è comunque il fatto che i più accaniti lettori siano i giovanissimi, tra gli 11 e i 14 anni, con una media del 51,1 per cento.

Una famiglia su dieci dichiara, per di più, che non ha alcun libro in casa, neanche come soprammobile sul sofà, dato ormai costante da quasi un ventennio.

Nel report si evidenzia, poi, un paradosso: se da una parte i lettori diminuiscono, dall’altra parte aumenta la produzione di testi.

Rispetto al 2015, infatti il numero di editori attivi è aumentato di circa il 7 per cento, con quasi 100 unità in più, arrivando a 1.500 che hanno pubblicato 61.188 titoli. Con un aumento del 3,7% delle opere pubblicate.

Aumentano anche i titoli proposto al pubblico anche sotto forma di ebook, i libri elettronici da leggere su reader o tablet: 22 mila titoli nel 2016 rispetto ai quasi 17 mila nel 2015, pari al 30 delle opere pubblicate a stampa.

Se si va avanti così, potrebbe trovare un giorno clamorosa conferma la battuta salace secondo la quale "oramai in Italia ci sono più persone che scrivono libri rispetto a quelle che li leggono".

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/abruzzesi-forti-gentili-e-illetterati-65-non-legge-nemmeno-un-libro-l-anno/645891-1/


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