ABRUZZO. Delusione e incredulità quando nei giorni scorsi il gestore del Rifugio Franchetti, situato a 2433 metri nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso, tra il Corno Grande e il Corno Piccolo, ha annunciato la chiusura.
«A causa di problemi tecnici sono costretto a chiudere il rifugio con grande anticipo, non era mai successo in 30 anni, scusate», ha scritto Luca Mazzoleni.


Cosa è successo? I ‘problemi tecnici’ sono in realtà problemi burocratici legati alla licenza di esercizio in corso di rinnovo, che in molti Comuni si ottiene in tempo reale e on line.
Per timori di sanzioni il gestore del rifugio Franchetti, di proprietà del CAI di Roma che lo ha inaugurato negli anni ‘60, è stato costretto a chiudere in attesa della risposta alla sua domanda della licenza di esercizio la cui richiesta è stata inoltrata ben 6 mesi fa.

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Rimane aperto per il ricovero di emergenza il solo locale invernale, dove sono stati lasciati coperte e viveri di emergenza: «fatene uso solo se necessario per favore», avverte Mazzoleni. «Se sarà possibile aprirò nei fine settimana, vi darò conferma come possibile». Fino ad ora non si è aggiunta nessuna ulteriore informazione.

Il rifugio, costruito interamente in pietra calcarea e rivestito in legno, sorge su uno sperone roccioso, al centro del Vallone delle Cornacchie.


Stretto tra le pareti del Corno Grande e del Corno Piccolo offre un magnifico panorama sulle dolci colline dell'Abruzzo teramano fino al vicino mare Adriatico. E’ un importante punto di appoggio per le vie normali e le ferrate che salgono ai "Due Corni". E’ una ottima base per le vie di roccia del Corno Piccolo (in particolare sulla parete est e sulle Fiamme di Pietra) e del Corno Grande con le impegnative vie sul severo "Paretone" della Vetta Orientale o per bellissime classiche di media difficoltà, come la Traversata delle Tre Vette. Dal rifugio si raggiunge in 40 minuti di sentiero il piccolo Ghiacciaio del Calderone, ultimo residuo di antiche ere glaciali.

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Sul caso il deputato Mdp Gianni Melilla ha presentato una interrogazione parlamentare perché il rifugio Franchetti è uno snodo fondamentale di tutti gli itinerari escursionistici e alpinistici del Gran Sasso: la sua chiusura pone anche seri problemi di sicurezza per le migliaia di persone che frequentano le vette più importanti e alte della catena dell'Appennino.


«Si tratta di un danno enorme per il turismo escursionistico nel Parco Nazionale d'Abruzzo ed anche economico e di immagine», commenta Melilla, «in considerazione che da luglio sono in corso i lavori di sistemazione delle tante bellissime ferrate del Gran Sasso (da Danesi a Ventricini, da Brizio al sentiero per il bivacco Bafile e a Ricci), e di rinnovo delle segnavie e dei sentieri di alta quota per importi di tanti milioni di euro».

http://www.primadanoi.it/gallery/cronaca/573938/problemi-burocratici-e-il-rifugio-franchetti-chiude-in-anticipo-mai-successo-in-30-anni.html


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