L’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha assegnato questa mattina il Premio Nobel per la Fisica alla scoperta delle onde gravitazionali. Tra i vincitori del Nobel, il fisico sperimentale Barry Barish, professore emerito al California Institute of Technology e componente del Comitato scientifico del Gssi (Gran Sasso Science Institute) a L’Aquila.

 

Un’onda gravitazionale è una increspatura nello spazio-tempo, il concetto introdotto nella relatività generale da Albert Einstein per descrivere la struttura quadridimensionale dell’universo: lunghezza, larghezza, profondità e tempo. In pratica lo spazio-tempo è sia il palcoscenico sia il coprotagonista di tutte le cose che succedono nell’Universo. Per spiegare meglio il concetto di onde gravitazionali, i fisici di solito la prendono alla lontana partendo da un’analogia piuttosto efficace: immaginate che lo spazio sia un grande trampolino elastico, uno di quelli di gomma su cui si sprofonda mentre ci si cammina o salta sopra. Se si appoggia un oggetto con massa sulla sua superficie – una palla da bowling, per esempio – questo fa cedere e deformare il tappeto verso il basso, creando una specie di cono. Nell’universo avviene più o meno la stessa cosa: più un corpo celeste ha una massa grande, più lo spazio si incurva e si deforma.

La conferma sperimentale è stata data dalla collaborazione tra Ligo e Virgo. Nel 2015 Ligo ha identificato le onde gravitazionali utilizzando due osservatori fatti a “L”, costituiti da tunnel lunghi 4 chilometri che possono rilevare minuscole variazioni nella misura dello spazio causate dal passaggio delle loro perturbazioni; Virgo ha avuto un ruolo più marginale, ma ha elaborato parte dei dati raccolti dall’esperimento statunitense.

Tra gli studiosi che hanno partecipato al progetto e firmatari dell’articolo pubblicato nel Physical Review Letters ci sono il rettore Eugenio Coccia e docenti, ricercatori e allievi del Gssi: Lorenzo Aiello (26 anni), Viviana Fafone (52), Matteo Lorenzini (39), Akshat Singhal (25), Shubhanshu Tiwari (27), Imran Khan, Gang Wang (31), Marica Branchesi (40) e Jan Harms (40) del Gssi.

https://ilfaro24.it/il-contributo-abruzzese-al-nobel-per-la-fisica-2017/


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