Palline fritte di Carnevale

C’è chi le chiama struffoli, chi cicerchiata, chi pignolata, chi purceddruzzi… C’è chi le chiama bombette esplosive unte  o pallazze dorate mielose… Una cosa è certa: chiamatele come volete ma sono sempre palline fatte con lo stesso impasto e fritte. Possono variare le dosi della farina, o magari dello zucchero, ma la base e l’elaborazione sono sempre quelle!

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Struffoli o cicerchiata

In Campania si chiamano Struffoli, in Abruzzo lo chiamano Cicerchiata. E chissà quanti altri nomi, in giro per l'Italia e con minime varianti, descrivono lo stesso irresistibile dolce. La sostanza è la stessa: piccole e friabili "palline" simili alla cicerchia (appunto..) aggregate e tenute insieme da un sottilissimo strato di miele caramellato. Un buonissimo dolce di Carnevale in Abruzzo e di Natale in Campania che si mantiene a lungo. Sempre che .... si riesca a resistergli!

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Adoro le feste, soprattutto quelle tradizionali. Mi attraggono soprattutto perchè creano calde occasioni di convivialità. In effetti, più di tutto, amo capirne l'origine, scoprirne il significato, esplorare le espressioni dei riti del cristianesimo che si sono stratificate su quelle del paganesimo. Adoro guardare immagini del passato di queste feste, soprattutto quelle della mia tradizione abruzzese, un passato in cui tutto era più intimo e sentito.

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E' la festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, e questi celletti (uccelleti, detti anche celli pieni) sono i dolcetti tradizionali di questa festa molto sentita in Abruzzo.  Ancora oggi i giorni prima della festa è facile incontrare cori che sotto le case intonano canti (li “Sandandonje”) che rievocano la vita leggendaria del santo e le sue battaglie contro il demonio.

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