Fra i tanti messaggi di auguri di questi giorni uno sicuramente mi ha stregato per quello che ancora oggi si riesce a provare e per le tante riflessioni che è riuscito a scatenarmi. Si tratta di un video musicale preparato da Vandelli-Dik Dik-Camaleonti “Come passa il tempo”.

 

 

Me lo ha inviato Giulia una compagna di scuola che non vedo da tempo. Era dolcissima, con due occhioni celesti e come i primi amori giovanili nati fra i banchi di scuola riusciva a scatenare sensazioni bellissime che ti facevano sognare e ti facevano guardare il mondo e la società con uno spirito diverso. Quando i percorsi di studio ci divisero e lei si trasferi’ a giovani 1Sidney (Australia) dove oggi è una affermata professionista ne soffrii molto anche se di tanto in tanto ci siamo rincorsi con lunghe telefonate a raccontare le nostre esperienze professionali e di vita.

Nel messaggio natalizio di auguri Giulia mi ha chiesto questa volta di raccontargli di Sulmona e dell’Abruzzo e soprattutto dei cambiamenti che si sono registrati negli ultimi anni. Mi ha chiesto, ad esempio, perchè il luogo simbolo della nostra città, piazza XX Settembre, appare oggi assai malinconica, con il portone del Liceo Ovidio sempre chiuso, senza tutti quei giovani che un giorno animavano quello spazio. Lo credereste ? Mi ha messo in crisi si fa per dire) perché avrei voluto raccontarle del cambiamento che sognavamo da ragazzi prima e da giovani poi.

E invece? Come faccio a descriverle ora che la nostra città è cambiata in peggio, in questi anni? Lei aveva lasciato Sulmona, città orgogliosa e competitiva in Abruzzo. Oggi è una città emarginata dai circuiti decisionali della politica abruzzese. Una città straordinaria affidata allora a uomini che si battevano per il proprio territorio che costruivano l’Ospedale, lottavano per il casello autostradale, lottavano per portare posti di lavoro (Fiat, Siemens, Tonolli ecc.). Una città, la nostra, che esprimeva una classe politica straordinaria, a destra come a sinistra e soprattutto al centro dove la coerenza era uno dei valori essenziali della politica di quei tempi. Erano gli anni in cui la città ed il territorio si battevano per il riconoscimento di Sulmona a quinta provincia abruzzese e mobilitava il territorio per marciare tutti insieme in Regione quando per farsi ascoltare la comunità di 34 sindaci fu costretta ad la voce e lanciare le fasce tricolori durante la seduta del Consiglio regionale.

Erano gli anni in cui tutti i rapprrsentanti espressione di questa zona hanno lasciato un segno della loro presenza nell’Assemblea abruzzese. Il prof. Giuseppe Bolino, la figura più luminosa di questa terra, arrivò al seggio più prestigioso di Presidente del Consiglio e fu proprio lui democristiano convinto e leale, da solo, a far approvare il progetto di legge per la costruzione della nuova ala dell’Ospedale della città anche se va dato atto che molto importante risultò il sostegno del gruppo comunista durante l’esame dell’Aula.

giovani 2E ora? Ora invece quando la Regione ha deciso la riorganizzazione della rete ospedaliera il Consiglio comunale della nostra città, unico caso in Abruzzo, a maggioranza, ha votato a favore in due occasioni per il suo declassamentio e depotenziamento. E poi la storia del gasdotto Snam, del mancato riconoscimento di area di crisi complessa, dell’uscita dai poli di attrazione. Ma se prima i partiti erano riferimenti precisi per la politica del tempo, oggi è di moda il civismo casereccio senza idee e senza programmi e senza valori che consente ai mestieranti della politica di approdare furbescamente dove fa comodo. Oggi la nostra città ha un sindaco dimissionario da una quindicina di giorni e nessuno sa capire ancora cosa farà domani mattina perché nessun partito o formazione, di maggioranza e di opposizione, sa chiedergli il conto.

Una città in totale confusione che non è più quella che aveva lasciato Giulia quando il Consiglio comunale era il luogo più alto della politica cittadina dove si discuteva di programmi, di piani di sviluppo, di coesione territoriale, di cultura. Erano i tempi in cui si decideva di affidare lo studio dello Statuto comunale al prof Cesare Mirabelli divenuto qualche mese più tardi (febbraio 2000) Presidente della Corte Costituzionale.

E mentre sfogliamo queste pagine impresse nella nostra memoria quella musica torna a farci compagnia, i nostri occhi diventano lucidi di malinconia per una stagione bellissima che per ora non possiamo rivedere presto e ci rendiamo conto di “Come passa il tempo” anche per la nostra città. Purtroppo. Buona giornata a tutti. (h.9,00)

Asterix

http://www.corrierepeligno.it/come-passa-il-tempo/70524


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