Tutti martedì d’estate i nostri ospiti potranno rilassarsi al fresco della terrazza del Ristorante degustando un ottimo calice di vino, ovviamente abruzzese. Siete curiosi di conoscere la storia, le tradizioni e quali sono i vitigni più interessanti del nostro territorio? Ecco qualche breve cenno.

 

Caratterizzato da un territorio in parte aspro e duro, l’Abruzzo nasconde come in uno scrigno i suoi gioielli vinicoli autoctoni.

Dai monti al mare, in circa 50 Km di paesaggio unico si trovano altipiani, dolci colline, ambienti lussureggianti e particolarmente incontaminati; si incontrano coltivazioni di olivo e vite che degradano fin quasi sul mare. La terra d’Abruzzo rappresenta quindi la sintesi perfetta di ciò che il nostro Paese può regalare, una sorta di “Italia in miniatura” in un connubio tra modernità e tradizione tutto da scoprire.

La storia del vino in Abruzzo

La coltivazione della vite e la produzione di vino hanno segnato profondamente la storia, le tradizioni e il lavoro degli abruzzesi fin da epoche remote. Durante l’Impero romano Ovidio, abruzzese ante litteram, apprezzava le qualità del vino della regione, la cui coltivazione si deve ai Fenici e ai Greci, così come Marziale, vissuto circa cento anni più tardi, il quale testimoniava come i vini abruzzesi imbandissero le tavole dei nobili romani.

Dopo l’arrivo della filossera, parassita della vigna, che nei primi decenni del Novecento determinò una contrazione di vigneti ed uve, l’enologia abruzzese fu all’insegna di una dimensione bipolare fatta di Montepulciano e Trebbiano, che vedeva quest’ultimo quale protagonista assoluto del periodo post fillossera. Se durante gli anni Settanta e Ottanta il vino abruzzese era sinonimo di bassa qualità, negli anni successivi, sulla scia di una generale riscoperta della produzione enologica che ha caratterizzato il nostro Paese negli anni Novanta, si è assistito ad una rinascita della produzione enologica abruzzese che ha visto l’intero territorio prendere coscienza della potenzialità e qualità delle proprie uve, con una viticoltura sempre più specializzata che ha via via abbandonato le aree più difficili per ridistribuirsi in quelle più vocate della collina litoranea.

 

Storia del vino in Abruzzo 2

La DOCG Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane

Il vino Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane è un vino rosso a Denominazione di Origine Garantita (DOCG), stabilita con Decreto Ministeriale del 20/2/2003 poi modificato nel 2009.

Prodotto in numerosi comuni della provincia di Teramo, questo vino si ottiene da uve Montepulciano min. 90%, alla cui produzione possono concorrere anche le uve provenienti dal vitigno Sangiovese fino ad un massimo del 10%.

Il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane è un rosso maestoso e possente, caratterizzato da abbondanti tannini, da morbidezza e da una buona longevità.
Alla luce di queste caratteristiche ben si comprende perché il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane sia stato definito “il classico pugno di ferro in guanto di velluto” dal noto giornalista degustatore Daniel Thomases.

Se invecchiato per almeno tre anni prima di essere messo in commercio, di cui almeno uno in botti di rovere i di castagno e 6 mesi di affinamento in bottiglia, il Montepulciano d’Abruzzo può fregiarsi della qualifica Riserva.

Il fascino del Pecorino d’Abruzzo, un vitigno riscoperto

Il Pecorino è un vitigno a bacca bianca di antiche origini, autoctono del medio Adriatico. Le sue prime tracce risalgono ai tempi di Catone il Censore (II secolo a.C.) che lo includeva tra le varietà portate in Italia durante le migrazioni greche. Caratterizzato da una maturazione precoce delle uve e da basse rese quantitative, non è mai stato molto amato dai produttori che via via lo hanno sostituito con vitigni più prolifici, decretandone quasi l’estinzione alla fine degli anni Ottanta.

Il nome del vitigno rimane a tutt’oggi un mistero, ma tra le varie ipotesi maggiore credito ha quella che lo lega alla pratica della pastorizia transumante, tipica dell’Abruzzo: pare che le pecore andassero pazze per questo tipo di uva che, maturando prima delle altre varietà regionali, era dolcissima nel periodo del loro passaggio, verso metà settembre.

Il vitigno, per raggiungere l’eccellenza, ha bisogno di colline alte e fresche, con forti escursioni termiche. Oltre a maturare presto, è un’uva molto zuccherina, che determina gradazioni alcoliche piuttosto elevate e dà vita a vini di buona struttura e acidità marcata: queste qualità consentono a diversi produttori di optare per le vendemmie tardive e per brevi affinamenti in legno, in modo da ottenere vini di buona struttura e complessità, adatti a un po’ di invecchiamento.

Vi aspettiamo martedì dalle 18:30 in terrazza, calice in mano. Per informazioni o per acquistare l’aperitivo-degustazione potete rivolgervi all’Info Point della piazzetta commerciale. Cin cin!

Storia del vino in Abruzzo 3

 

[Il Vino in Abruzzo, custode di preziosi vitigni autoctoni, su Hello Taste, 30 novembre 2016

http://www.salinello.it/blog/salinello-wine.html


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