Trivelle, gli oppositori: “Società petrolifere ricche, allo Stato pochi soldi”

Ci sono anche numeri, e non solo ragioni ambientali, dietro il sì all’abrogazione della norma inserita nel referendum del 17 aprile. Una norma contenuta nella Legge di stabilità del 2015 e che assegna le concessioni alle attività estrattive senza limiti di tempo. “Ma a fronte di società petrolifere che fanno business, lo Stato non incassa quasi nulla”.

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Referendum No Triv: nasce comitato abruzzese Vota SI per fermare le trivelle

È nato il comitato abruzzese “Vota SI per fermare le trivelle”. Lavorerà per invitare tutti i cittadini abruzzesi a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e a votare sì per abrogare la norma che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze.

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Trivelle in mare: che cosa prevede il referendum del 17 aprile 2016

Il decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 2016 ha indetto il referendum popolare relativo all’abrogazione di una delle norme del c.d. “Sblocca trivelle”: gli italiani saranno quindi chiamati ad abrogare, o meno, la norma che prevede che leattività di coltivazione di idrocarburi già autorizzate entro 12 miglia marine hanno durata pari alla vita utile del giacimento.

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Assemblea pubblica su depurazione in Abruzzo,

‘Con la presente siamo qui ad esprimere il nostro sconcerto e la nostra grande preoccupazione riguardo all’emergenza inquinamento delle acque dei fiumi e del mare, che, oltre a minacciare seriamente la salute della intera comunità, sta per portare al collasso la gran parte delle imprese turistico-commerciali che operano sulla costa.

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