Per un breve periodo, la capitale d’Italia fu il borgo abruzzese di Corfinio. Successe durante la Guerra Sociale, che vide gli italici ribellarsi contro Roma.
Un un tempo lontano, quando Roma ancora non era la capitale d’Italia, quel ruolo lo rivestì per breve tempo Corfinio, un piccolo borgo d’Abruzzo che – il suo nome attuale – lo ottenne (o meglio, lo riacquisì) nel 1928, dopo essersi chiamato “Pentima” nel periodo romano e “Valva” nel Medioevo.

Sito nella Valle Peligna, a pochi chilometri da Sulmona, Corfinio divenne capitale dei popoli italici e di una porzione di territorio che era appunto chiamato “Italia”. Avvenne, tutto questo, durante la Guerra Sociale. Nel V secolo a.C., Roma iniziò ad espandersi e a sottomettere piano piano tutte quelle tribù di origine indo-europea che abitavano il versante orientale degli Appennini: queste, nonostante avessero in precedenza avuto un ruolo nelle sue conquiste e nelle sue vittorie, si videro a lungo negare la cittadinanza romana. Per questo motivo, nel 90 a.C., Marsi, Peligni, Marrucini, Vestini, Piceni e Sanniti si allearono e formarono una Lega, nominando come loro capitale – appunto – Corfinio, una patria per tutte le genti della penisola insorte contro Roma. La città fu scelta per la sua posizione centrale rispetto ai popoli che si ribellavano al predominio romano, ma anche perché era sita in un punto strategico di quella via (la via Valeria) che collegava Roma all’Adriatico.

I “ribelli” diedero vita ad un’organizzazione politica vera e propria, con un’assemblea di 500 senatori e due consoli. Iniziarono inoltre a coniare monete, le cui facce rappresentavano la cerimonia di giuramento di fedeltà degli italici (Italia era il soprannome di Corfinio) contro Roma e – per la prima volta – riportavano la scritta ITALIA. La Guerra Sociale, alla fine, dal punto di vista militare la vinse Roma; tuttavia, a trionfare politicamente furono gli italici, che ottennero l’agognata cittadinanza romana. Ma cosa si può vedere oggi, a Corfinio, di quel passato? Innanzitutto, i due “Morroni”, due giganteschi ruderi di muratura nel mezzo di un prato, all’ingresso nord della città, che sono i resti di un antico monumento funerario romano. Altri reperti archeologici sono invece custoditi nel Museo Archeologico di Corfinio, tra cui statue e teste di marmo e molti oggetti di terracotta. In realtà, la stessa conformazione del centro storico del borgo testimonia il suo passato, con la piazza principale a forma di ventaglio costruita sul teatro romano del I secolo a.C.

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