rifugio Franchetti

  • “Le nuove ferrate del Gran Sasso” di Stefano Ardito

    Ferrata del bivacco Bafile – foto di Fabrizio Antonioli
    Testo di Stefano Ardito

    Dal Gran Sasso, finalmente, arriva una buona notizia. Negli ultimi dodici mesi, il massiccio più alto d’Abruzzo è stato colpito da terremoti, da valanghe e da incendi. Chi lo voleva scoprire è stato via via ostacolato dalla mancata pulizia delle strade dalla neve a febbraio, dai ritardi nell’apertura estiva della cabinovia dei Prati di Tivo, dalla chiusura dell’albergo di Campo Imperatore. E da quella, che speriamo si risolva in breve, del rifugio Franchetti.

     

  • Gran Sasso: il ghiacciaio del Calderone non è scomparso

    Gran Sasso: il ghiacciaio del Calderone non è scomparso

    Il caldo e la siccità di questa estate hanno fatto sparire il ghiacciaio del Calderone, sul Gran Sasso in Abruzzo, il più a sud d’Europa". Lo avevano scritto, nei giorni scorsi, i gestori del Rifugio Franchetti (2433 metri) sul loro profilo Facebook: “Il Ghiacciaio del Calderone non c’è più e la sorgente del rifugio da ieri è a secco, cosa mai successa in questi ultimi 30 anni”.

  • La webcam più alta dell’appennino è sul rifugio Franchetti

    La webcam più alta dell’appennino

    Quando nel 2012 l’associazione meteorologica Aquilana AQ CAPUT FRIGORIS, decise di installare una stazione meteo presso il rifugio Franchetti, l’impresa assunse i contorni di una scommessa. Perché? Innanzitutto la posizione molto elevata, a 2433m, nel cuore del massiccio tra i due corni, ed alto sul vallone delle Cornacchie, con il versante nord-orientale del Corno Grande a fare da scudo ai timidi raggi solari invernali.

  • Problemi burocratici e il Rifugio Franchetti chiude in anticipo: «mai successo in 30 anni»

    ABRUZZO. Delusione e incredulità quando nei giorni scorsi il gestore del Rifugio Franchetti, situato a 2433 metri nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso, tra il Corno Grande e il Corno Piccolo, ha annunciato la chiusura.
    «A causa di problemi tecnici sono costretto a chiudere il rifugio con grande anticipo, non era mai successo in 30 anni, scusate», ha scritto Luca Mazzoleni.

 
 

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