zuppe

  • La regina della tavola a Natale a L'Aquila: Zuppa di cereali e legumi

    Ricette tradizionali e qualche innovazione: ecco le alternative a disposizione per iniziare bene il pranzo o il cenone della vigilia. Perché chi ben comincia...
    Per i dolci non c’è problema, per gli antipasti nemmeno, per i secondi occorre riflettere.
    Ma, per ogni cenone della vigilia o pranzo di Natale che si rispetti, il vero banco di prova sono i primi. Le tradizioni regionali, anche qui, la fanno da padrone, ma come portare qualche gustosa innovazione senza stravolgere lo spirito del Natale?

  • La regina delle zuppe: Sagnette e Fagioli

    La regina delle zuppe: Sagnette e Fagioli

    Con l’arrivo dell’inverno sentiamo il bisogno di coccolarci anche a tavola con piatti rassicuranti, caldi e poco elaborati, è questo, infatti, il periodo ideale per preparare zuppe, minestre e vellutate.

    In Abruzzo cosa c’è di più avvolgente di una classica pasta e fagioli? Fagioli borlotti, pasta fresca fatta in casa e pochi altri ingredienti per un piatto ricco e genuino.

  • Minestra di cicerchie

    Minestra di cicerchie

    Per preparare un piatto a base di cicerchie ho consultato il sito dell'Accademia Italiana della Cucina e ho trovato una ricetta umbra per minestra di cicerchie. Ho adattato la ricetta ai miei gusti e poi ho preparato una variazione.

  • Minestra di farricello con i ceci

    La minestra si ottiene unendo a un soffritto di un trito di cipolle  in olio extravergine di oliva, una zuppa di ceci dove si cuoce il farricello, cioè farro spezzato e opportunamente ventilato . Questo piatto unisce facilità di utilizzazione e cottura alla “modernità” nutrizionale ed è un buon esempio di alimentazione salutista viste le proprietà del farro, ricco di magnesio, di fibra e vitamine

  • Zuppa di lenticchie con crostini di pane e Zuppa di lenticchie con Patate

    Conosciuta, dunque, con il nome di “Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio“, questo piccolo legume grande circa 2 mm, ha origini molto antiche risalenti al periodo dell’insediamento romano intorno all’anno 1.000 dove, ancora oggi, viene coltivata lungo le pendici del Gran Sasso ad un altezza di 1.200/1.600 m s.lm. nei terreni che circondano quella nota come “Terra della Baronia” che comprende i borghi di Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Rocca Calascio e Castel del Monte.
    Ricca di ferro e con un sapore unico, ha inoltre la particolarità di non necessitare l’ammollo prima della cottura.

 
 

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