Pecorino

  • Abruzzo Pecorino Don Carlino 2014

    Abruzzo Pecorino Don Carlino 2014

    L'azienda è nata ufficialmente nel 2009 ed attualmente dispone di 17 ettari di vigneto composto da pecorino (circa un ettaro), chardonnay (circa quattro ettari) e montepulciano d'Abruzzo per il restante. La coltivazione segue i principi della biodinamica. Il pecorino nasce da terreni fortemente calcarei e le uve sono frutto di una doppia selezione in fase di raccolta. Successivamente vengono pressate intere in un vecchio torchio ed il mosto introdotto in tonneaux per la fermentazione, avviata in maniera spontanea e condotta a temperature di cantina.

  • Anteprime “guidaiole”: come sta l’Abruzzo?

    Anteprime “guidaiole”: come sta l’Abruzzo?

    E anche quest’anno fegato e cuore sono sopravvissuti alle degustazioni seriali guidaiole! La compagnia era di quella buona, come al solito:  Andrea De Palma ed io a “smazzare” per Vini Buoni D’Italia (www.vinibuoni.it), con la preziosa e professionale spalla di Roberto Orciani e Martina Brescini, del blog NonSoloTappo (www.nonsolotappo.info). 

  • Casal Thaulero: tutti i vini d’Abruzzo

    Casal Thaulero: tutti i vini d’Abruzzo

    Saltiamo le premesse, perché ci vorrebbe un libro per descrivere i vigneti di quattro sottozone che riguardano le uve della cantina Casal Thaulero di Ortona, una partecipata del gruppo Citra, consorzio con 3.000 soci per 22 milioni di bottiglie. Ma non spaventatevi: qui c’è qualità da vendere giacché Casal Thaulero è una società da un 1 milione di bottiglie e 500 ettari di terreno.

  • DALL’ABRUZZO L’IRRESISTIBILE CACIO FRITTO, IL PECORINO IN PASTELLA

    DALL’ABRUZZO L’IRRESISTIBILE CACIO FRITTO, IL PECORINO IN PASTELLA

    Pecorino tagliato a fette, passato in una pastella di uova, farina e acqua e poi immerso per qualche minuto in abbondante olio bollente: è il “cacio fritto pastellato”, un’irresistibile specialità nata secoli fa nelle case delle campagne abruzzesi, in un’epoca in cui ogni famiglia aveva il suo piccolo gregge di pecore che serviva per il proprio sostentamento.

  • Howell: Pecorino white wine is crisp, balanced

    Howell: Pecorino white wine is crisp, balanced

    Memorial Day is not until the end of this month, but it isn’t too early to try on some new summer whites for size.  I was so happy that the last column initiated such an enthusiastic search for off-the-beaten-path whites for warm weather drinking.  Thanks for the great response, and I am thrilled that many of you are enjoying wines like Fiano di Avellino, Falanghina, Greco di Tufo, Verdejo, Assyrtiko, Seyval Blanc, Vinho Verde, Roussanne, Torrontes and Picpoul de Pinet.

  • Il 2016 sarà un’ottima annata per il vino italiano

    Il 2016 sarà un’ottima annata per il vino italiano

    Considerazioni post-vendemmia: buoni bianchi e rossi lombardi, ottime attese dalla Sardegna. Promossi anche Prosecco Veneto e Lambrusco emiliano. Per dirla con il titolo del libro, e del più celebre film con Russell Crowe, sarà un’ottima annata. È questa la previsione sulla vendemmia italiana del 2016. Qualche ettolitro di vino in meno, 48,5 milioni per l’esattezza quelli che gli operatori si aspettano di imbottigliare quest’anno, il 2% in meno rispetto al 2015, ma di una qualità “all’altezza delle aspettative”.

  • Il Gambero Rosso premia 14 vini abruzzesi

    Il Gambero Rosso premia 14 vini abruzzesi

    Anche quest’anno crescono i riconoscimenti per i vini d’Abruzzo, aumentano le cantine valutate che ormai sono un centinaio, così come aumenta la qualità tanto per le grandi cantine quanto per le cooperative e le piccole aziende.

  • Il vino dell’estate 2016? Cerasuolo bevuto freddino

    Il vino dell’estate 2016? Cerasuolo bevuto freddino

    D’accordo produttori, esperti e sommelier: nei calici sotto l’ombrellone si sorseggerà rosato a 10-12 gradi. E poi sarà una esplosione di bollicine

  • L’Abruzzo d’estate: paesaggi, mare, cibo e quest’anno clubbing

    L’Abruzzo d’estate: paesaggi, mare, cibo e quest’anno clubbing

    Ha una quantità di ragioni, l’Abruzzo, per andare a visitarlo. Paesaggi, il parco più simbolico d’Italia, il mare. E quest’anno si aggiunge la musica: prima edizione dello Sticker Mule Festival in una spiaggia da scoprire, a Pineto.

  • Lo strano caso di miss Passerina e mister Pecorino. Ma neanche tanto

    Lo strano caso di miss Passerina e mister Pecorino

    Passerina e pecorino sono due uve bianche verosimilmente autoctone del Piceno, sud delle Marche. Vivono entrambe un momento di ottima salute, premiate dal mercato anche grazie al simpatico nome. Non è tutto oro quello che luccica e per qualcuno che viaggia sulla cresta dell’onda, qualcun altro naviga in acque mosse. La doc Falerio, uvaggio di trebbiano, passerina e pecorino storico del territorio piceno, fatica ormai terribilmente a farsi largo. Bistrattata negli ultimi anni, relegata dai produttori stessi a denominazione di ricaduta, vive oggi un momento negativo. Prendete 10 consumatori in un ristorante vista-mare di San Benedetto del Tronto: 6 berranno Passerina, 3 Pecorino, 1 Falerio. Non lavoro all’Istat, facciamo a fidarci.

  • Masciarelli, i vini nati da storie d’amore

    Masciarelli, i vini nati da storie d’amore

    Montepulciano, Trebbiano, Cerasuolo, Pecorino. Le sorprendenti creature di una coppia di vignaioli visionari

    I vini di Gianni Masciarelli e Marina Cvetic nascono da due grandi storie d’amore. la prima è quella di Gianni, ancora giovanissimo studente, per la sua terra, l’Abruzzo e i suoi vitigni autoctoni, il Montepulciano e il Trebbiano. Uve che Masciarelli comincia a coltivare e produrre con le tecniche più innovativi apprese in Francia fin dagli ultimi anni ’70. Così Masciarelli nobilita, con largo anticipo su molti altri produttori della regione i vini abruzzesi. E lo fa seguendo la stella polare della qualità.

  • Pecorino: il cacio d’Abruzzo per eccellenza

    Pecorino: il cacio d’Abruzzo per eccellenza

    Il pecorino è il formaggio che si fa dal latte di pecora ed è il “cacio” d’Abruzzo per eccellenza. Fiore all’occhiello dei prodotti tipici locali è declinato in moltissime versioni tanto da assumere caratteristiche completamente diverse. Spaziando, infatti  sulle modalità di stagionatura, la lavorazione e la conservazione ce n'è davvero per tutti i gusti, conosciamone alcune..

  • Timballini di scrippelle con carciofi e salsa di pecorino

    Timballini di scrippelle con carciofi e salsa di pecorino

    Tratto dal sito www.ladyerbapepe di . Le scrippelle, preparate con farina, uova e acqua, tipiche della cucina teramana, sono delle crepes molto sottili e leggerissime (non hanno il latte), e per tradizione sono impiegate nelle preparazioni salate. Oltre che ‘mbusse (bagnate) in brodo di gallina, si utilizzano per preparare i cannelloni o il sontuoso timballo alla teramana: scrippelle disposte a strati, alternate con un ricco condimento, che può essere sia in bianco con carciofi fritti (oppure spinaci o piselli) e scamorza, sia con ragù di carne, polpettine, e scamorza.

  • Viaggio tra i vitigni autoctoni. La cococciola

    Viaggio tra i vitigni autoctoni. La cococciola

    Un autoctono d'Abruzzo praticamente sconosciuto: la cococciola. Si coltiva nella provincia di Chieti, in pochissimi comuni, ma qualche tracci asi trova anche nell'area nord della Puglia. Effetti della transumanza

    Negli ultimi anni, molti appassionati hanno potuto apprezzare il Pecorino e la Passerina, due vini bianchi prodotti con vitigni autoctoni provenienti dalle terre di confine tra Marche e Abruzzo.

  • Vini e formaggi in anfora quegli antichi sapori in tavola a Montepagano

    Vini e formaggi in anfora quegli antichi sapori in tavola a Montepagano

    Quella dei vini in anfora di terracotta non è novità. Trattasi di tecnica di vinificazione ancestrale ( inserita dall'Unesco tra i patrimoni culturali intangibili dell'umanità) riportata in auge e con risultati accattivanti da ancora poche cantine (moderno pioniere in Abruzzo è Francesco Cirelli, sulle colline di Atri). Ma se l' invecchiamento in giara avviene nelle vecchie cantine di un'abbazia benedettina com'è quella di Santa Maria di Propezzano a Morro d'Oro, i termini del discorso cambiano.

  • Vinitaly, Coldiretti: Passerina e Pecorino nella “top five”

     Passerina e Pecorino nella

    Sono i due vitigni marchigiani ai vertici della borsa nazionale dei vini che hanno avuto il maggior incremento delle vendite in Italia nel 2016. Nei supermercati e negozi marchigiani il più venduto resta il Verdicchio dei Castelli di Jesi.Passerina e Pecorino: sono i due vitigni marchigiani nella top five della borsa nazionale dei vini che hanno avuto il maggior incremento delle vendite in Italia nel 2016. A darne notizia è la Coldiretti Marche in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly a Verona, dove è stata aperta la prima mostra delle bottiglie più alla “moda” nell’ultimo anno.

  • Vino, la top ten delle vendite nel 2016

    Vino, la top ten delle vendite nel 2016

    Da Ribolla gialla a Traminer, nella classifica stilata da Coldiretti compaiono solo vini autoctoni. Nei supermercati trionfa ancora il Lambrusco

    Sul podio dei vini che hanno avuto il maggior incremento delle vendite nel 2016 salgono il Ribolla gialla friulano (+31%), il Passerina marchigiana (+24%) e il Valpolicella Ripasso del Veneto (+23%). E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti presentata al Vinitaly di Verona, dove presso lo stand nel Centro Servizi Arena è stata aperta la prima mostra dei vini più alla moda nell’ultimo anno. Il 2016 ha visto un aumento record (del 4,4%) nelle vendite di vini a denominazione in bottiglia da 0,75 litri, per effetto del ritorno della passione degli Italiani per i vini autoctoni.

 
 

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